Proteso nello spazio, con la tromba rivolta verso l’infinito, l’Angelo del Terzo Millennio annuncia un nuovo tempo. La figura, allungata e scheletrica, non incarna un ideale di perfezione, ma la fragilità e la resistenza dell’uomo contemporaneo, chiamato a riscoprire la dimensione spirituale nel cuore della modernità.
Il corpo si tende in una geometria essenziale, ridotto all’osso, mentre la materia bronzea, corrosa e vibrante, ne accentua la dimensione arcaica e profetica. Non è un angelo che rassicura, ma una presenza che scuote, che interroga, che indica una direzione: il suono della tromba si fa voce di coscienza, invito a guardare oltre i limiti e a ritrovare senso nell’epoca del progresso e della tecnologia.
Lamagna restituisce così una creatura sospesa tra memoria e futuro, capace di farsi ponte tra la tradizione iconografica e il bisogno contemporaneo di spiritualità, segno universale di speranza e rinascita.


