Angelo della Valle

Collocato in dialogo diretto con il paesaggio che lo circonda (lo splendido scenario della Valle dei Templi, ad Agrigento, in Sicilia), l’Angelo della Valle si staglia come una figura sospesa tra memoria e trascendenza. Il corpo bronzeo, teso e proteso in avanti, sembra emergere dalla terra per spiccare un volo che rimane trattenuto, come se la materia custodisse in sé la memoria del limite.

Il gesto, raffinato e solenne, unisce la potenza della forma plastica alla delicatezza simbolica del segno: la mano levata in alto evoca un atto di invocazione o di benedizione, mentre la postura dinamica suggerisce l’irresistibile tensione verso un oltre.

In quest’opera Ernesto Lamagna non propone l’angelo come figura idealizzata, ma come presenza drammatica e viva, legata alla terra e al tempo, eppure sempre in cerca di luce. La scultura si carica così di un valore universale, diventando ponte tra il passato arcaico custodito dalle pietre e l’anelito eterno dell’uomo verso la spiritualità.

Un corpo che emerge dalle rovine e dall’antichità e si slancia verso l’oltre. L’Angelo della Valle incarna il legame tra terra e cielo, tra la memoria delle radici e il desiderio di trascendenza.

TecnicaBronzoLuogoValle dei Templi, Agrigento, Sicilia (Italia)Titolo operaAngelo della ValleShare
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