L’opera presenta una composizione verticale dominata dalla figura centrale di Cristo crocifisso, eseguita con pennellate monocrome in tonalità grigio-azzurre che conferiscono alle figure un aspetto scultoreo e atemporale. Il fondo si sviluppa attraverso stratificazioni materiche di ocra, oro, terre di Siena e tonalità brune, con trasparenze e velature che creano profondità. La texture della superficie rivela segni grafici, tracce di testo parzialmente illeggibili e un trattamento pittorico che alterna zone dense ad altre più eteree. La scala appoggiata alla croce introduce una dimensione prospettica e narrativa precisa.
Le figure sono disposte secondo una geometria piramidale che ha il suo vertice nel corpo di Cristo. A sinistra, una figura femminile con le mani giunte in preghiera esprime dolore contenuto attraverso il panneggio ampio e la postura raccolta. A destra, due figure sono impegnate nell’atto della deposizione: una regge un drappo che sostiene il corpo, mentre l’altra si protende verso l’alto in uno sforzo fisico evidente. Il trattamento pittorico delle anatomie rivela una conoscenza della tradizione italiana, con un modellato che definisce i volumi attraverso passaggi tonali graduali.
Il contrasto cromatico costituisce il fulcro espressivo dell’opera: le figure fredde, quasi spettrali, si stagliano contro il calore bruciante del fondo, creando una dialettica tra presenza corporea e dissoluzione atmosferica. La tecnica pittorica privilegia sovrapposizioni e raschiature che rivelano strati sottostanti, conferendo all’insieme una dimensione temporale stratificata. I tocchi di pennello variano da stesure ampie e fluide per il fondo a segni più controllati e descrittivi per le figure, dimostrando una padronanza tecnica che fonde tradizione iconografica e linguaggio contemporaneo.

