Martello dell’Anno Santo

Creato per l’apertura della Porta Santa nel Giubileo del 2000, l’opera unisce forza e spiritualità. L’olivo, legato al metallo, rinnova il messaggio di pace che attraversa il millennio.

MaterialeBronzoDove si trovaConservato presso i Musei Vaticani, Roma, Città del Vaticano.Share

ll Martello dell’Anno Santo è una delle opere più emblematiche della produzione sacra di Ernesto Lamagna, realizzata in occasione del Giubileo del 2000 e oggi conservata nei Musei Vaticani.

Forgiato in bronzo dorato, il martello si presenta come un oggetto rituale dal forte valore simbolico. La testa del martello, sobria e essenziale, si apre in una forma leggermente arcuata che unisce idealmente forza e delicatezza.

Sul manico, un ramo d’ulivo — modellato nello stesso metallo e legato con un sottile filo di bronzo — introduce un elemento naturale che trasforma l’attrezzo in simbolo di pace e rinascita. L’ulivo, da sempre emblema biblico di riconciliazione e speranza, diventa qui un contrappunto poetico alla durezza del metallo.

L’opera, concepita per il rito di apertura della Porta Santa durante il Giubileo, trascende il valore liturgico per assumere un significato universale: il martello, strumento di forza, è elevato a segno di misericordia, strumento con cui non si distrugge ma si apre — un varco, un tempo, una possibilità di redenzione.

Lamagna unisce così la materia e lo spirito in un gesto scultoreo essenziale e potente, in cui ogni dettaglio — l’incisione, la torsione del ramo, la lucentezza dorata — contribuisce a esprimere la speranza che attraversa il millennio.

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