L’opera musiva si presenta come una composizione complessa dove la tecnica del mosaico viene impiegata per narrare l’episodio evangelico della Natività. Le figure sono costruite attraverso l’accostamento di tessere di diverse dimensioni e tonalità, creando volumi e profondità mediante la giustapposizione cromatica. La parte superiore dell’opera è dominata da tonalità calde che variano dall’oro all’ocra, suggerendo un’ambientazione architettonica o celestiale. Le tessere sono disposte seguendo andamenti curvilinei e geometrici che guidano lo sguardo verso il centro compositivo.
Le figure vestite di bianco occupano la porzione centrale e inferiore della composizione, emergendo dal fondo attraverso il contrasto luminoso. Lamagna utilizza tessere candide e avorio per modellare i corpi e i panneggi, intervallate da linee scure che definiscono i contorni e le pieghe delle vesti. La presenza di accenti rossi e blu arricchisce la narrazione cromatica, mentre il bambino al centro della scena è avvolto da tonalità terrose e rossastre. La frammentazione musiva non compromette la leggibilità della scena, anzi amplifica la dimensione spirituale attraverso la vibrazione luminosa delle superfici.
La tecnica esecutiva rivela una sapiente maestria nell’utilizzo del mosaico contemporaneo, dove l’irregolarità delle tessere genera un ritmo visivo coinvolgente. Lo sfondo aureo ricorda la tradizione bizantina e paleocristiana, reinterpretata in chiave moderna attraverso una disposizione più libera e pittorica delle tessere. L’insieme compositivo bilancia elementi di tradizione iconografica con una sensibilità espressiva contemporanea, dove la materia stessa del mosaico diventa protagonista del messaggio artistico e devozionale.

