Medaglia in bronzo realizzata per il Comune di Roma
Il mito antico rivive nella materia bronzea del Ratto d’Europa, dove Ernesto Lamagna interpreta l’archetipo della fanciulla rapita da Zeus in forma di toro. L’artista abbandona la via della narrazione lineare per affidarsi alla potenza evocativa del rilievo: in un unico disco, compatto e simbolico, convivono forza e delicatezza, istinto primordiale e grazia femminile.
Il volto del toro, possente e frontale, domina lo spazio con una presenza ieratica, mentre il corpo della fanciulla si staglia come un’apparizione sospesa, più segno che figura, più memoria che carne. L’opera diventa così una sintesi plastica, capace di condensare in un gesto immobile il dramma, l’ambiguità e la tensione universale di un mito che parla ancora oggi di desiderio, potere e metamorfosi.
Il rilievo circolare non è soltanto cornice, ma simbolo di ciclicità e di destino: un tempo eterno in cui il mito si rigenera, rinnovando il dialogo fra l’uomo e la sua eredità culturale.

