San Francesco

Realizzato con tecnica mista su carta da spolvero intelata questo “San Francesco” di Lamagna affronta uno dei soggetti più frequentati della storia dell’arte occidentale con un linguaggio che rifiuta la compostezza iconografica tradizionale per abbracciare una gestualità grafica febbrile, quasi automatica.

Il volto e le mani del santo, unici elementi trattati con un certo grado di definizione anatomica e chiaroscurale, emergono da una massa di segni che invade l’intera composizione: tratteggi azzurri che si accavallano in un fitto reticolo, simili a rovi, avvolgono la figura senza mai risolversi in forme pienamente leggibili. Questa scelta grafica, che ricorda per libertà esecutiva certe soluzioni dell’espressionismo astratto innestate su un impianto figurativo ancora riconoscibile, restituisce l’idea di un santo immerso in un elemento non del tutto materiale — che sia lo Spirito, il creato che lo circonda secondo la tradizione francescana del Cantico delle Creature, o una sorta di energia visionaria che la tecnica pittorica traduce in puro segno.

La mano sollevata, con le dita leggermente ripiegate in un gesto che sospende tra l’accoglienza e la richiesta, tra la benedizione e lo stupore, si colloca al centro esatto di questo turbinio di linee, come se fosse proprio lì, in quel punto di contatto tra la carne del santo e l’aria circostante, che si concentra il mistero della sua esperienza mistica — un’allusione, forse, all’episodio della predica agli uccelli o a quello ancora più intensamente iconico delle stimmate, ricevute secondo la tradizione proprio attraverso una manifestazione celeste che investe le mani e i piedi del santo.

Il saio, reso con una tecnica che alterna tratti di carboncino a tocchi di colore ocra e arancio steso con pennellate più ampie e materiche, mantiene un’ambiguità tra la resa fisica del tessuto rattoppato — coerente con la tradizione della povertà francescana — e una dissoluzione della forma che lo confonde parzialmente con il turbinio grafico circostante, come se anche l’abito del santo partecipasse della stessa energia vibrante che pervade l’intera scena.

Il fondo, un giallo ocra caldo che si stempera verso destra in chiazze di bianco, azzurro e rosa quasi acquerellate, introduce una zona di maggiore rarefazione cromatica che funziona da contrappunto alla densità grafica della figura, aprendo la composizione verso uno spazio più aereo e indefinito — quasi che il santo, e il turbine di presenze che lo accompagna, si affacciassero su un orizzonte di luce non ancora del tutto rivelato.

Con quest’opera Lamagna dimostra ancora una volta la propria capacità di attingere all’iconografia della grande tradizione sacra — qui la figura più amata e popolare dell’agiografia francescana — per tradurla in un linguaggio personale, capace di restituire non tanto l’evento narrativo quanto la sua sostanza visionaria, la sua carica ancora oggi capace di generare stupore.

Avvolto in un saio dalle pieghe scomposte, San Francesco solleva una mano verso l’alto mentre uno sciame di segni azzurri gli si addensa attorno come una presenza viva. Il fondo ocra, attraversato da tratteggi liberi e colate di colore, trasforma la scena in un’apparizione più che in un ritratto agiografico convenzionale.

Titolo operaSan FrancescoTecnicaTecnica mista su carta da spolvero intelataShare
Go to Top