Sedia manichino

La scultura lignea si presenta come un’audace fusione tra oggetto d’uso quotidiano e rappresentazione antropomorfa. La struttura portante è realizzata interamente in legno naturale, lasciato a vista per esaltarne la materialità organica e la warmth cromatica. La figura seduta emerge dalla trasformazione di una sedia, le cui componenti strutturali – schienale, seduta, gambe – vengono reinterpretate come elementi anatomici. Lo schienale si eleva a formare il busto e la testa, mentre le gambe del mobile diventano gli arti inferiori della figura. Questa metamorfosi funzionale-figurativa rivela la maestria costruttiva dell’artista e la sua capacità di vedere forme potenziali nel quotidiano.

Il sistema cromatico si basa sui colori primari distribuiti attraverso dischi perfettamente circolari applicati sulla superficie lignea. La testa è sormontata da un cerchio blu intenso con una croce di mira incisa, elemento che conferisce un carattere enigmatico allo sguardo assente della figura. Sul torso, due cerchi – uno giallo e uno rosso – si posizionano simmetricamente come seni stilizzati, mentre un grande ovale bianco occupa la zona centrale del ventre. Un ulteriore disco giallo marca la zona pelvica. Questi elementi cromatici creano un ritmo visivo ascendente-discendente, punteggiando la superficie con accenti di puro colore che contrastano magnificamente con il tono caldo del legno.

La tecnica costruttiva rivela linee geometriche incise che attraversano il torso, evidenziando la progettualità razionale sottesa all’opera. Le braccia, articolate e mobili, terminano con altri accenti circolari colorati, suggerendo una possibile interattività cinetica. Le giunture alle spalle, ai gomiti e alle ginocchia sono sottolineate da cerchi verdi e altri colori, enfatizzando la natura assemblata e meccanica della figura. L’intera composizione dialoga con il Bauhaus e con le ricerche sul giocattolo artistico, creando una presenza scultorea che è simultaneamente ludica, funzionale e concettualmente complessa.

Quest’opera scultorea di Ernesto Lamagna presenta una figura antropomorfa costruita interamente in legno, caratterizzata da una straordinaria sintesi tra forma e colore. La struttura si articola come una sedia trasformata in corpo umano, con elementi geometrici circolari che punteggiano la superficie in tonalità primarie: blu, giallo, rosso e bianco. L’artista crea un dialogo tra funzionalità e rappresentazione figurativa, dove il mobile diventa scultura vivente. Le linee incise sul torso rivelano la progettualità costruttiva, mentre i cerchi colorati animano la superficie lignea con ritmo cromatico essenziale, evocando riferimenti al linguaggio delle avanguardie storiche.

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