Transex

Nel bronzo di Transex, Lamagna esplora il tema dell’identità come sintesi degli opposti: vulnerabilità e forza, materia e spirito, corpo e anima. Un’icona contemporanea della complessità umana.

Con Transex, Ernesto Lamagna affronta il tema dell’identità e della dualità dell’essere, restituendo al corpo umano una dimensione di verità interiore e spirituale che va oltre ogni definizione di genere.

La figura, nuda e in posizione eretta, appare al contempo fragile e fiera: il volto inclinato, lo sguardo raccolto, il corpo segnato da una duplicità fisica che non è deformità, ma compimento di una condizione totale.

Lamagna plasma il bronzo come materia viva, scavata e corrosa, quasi un derma ferito che porta in sé la storia dell’essere. Transex non è una provocazione, ma una meditazione sull’unità del maschile e del femminile come principio cosmico. La figura si fa archetipo, espressione di un’umanità che, nel riconoscere la propria complessità, raggiunge una nuova innocenza. Il bronzo, con la sua superficie irregolare e vibrante, si fa eco di una materia che muta, che respira, che trascende i confini del corpo per farsi spirito incarnato.

Il retro della scultura Transex svela un dettaglio inatteso e profondamente simbolico: una maschera che la figura tiene tra le mani, come un volto staccato dal proprio corpo. Nel corpo scavato e vulnerabile, attraversato da una fenditura verticale che evoca ferita e rinascita, si manifesta il tema della scissione e del ricongiungimento. La figura, vista da dietro, sembra allontanarsi dal mondo, portando con sé il proprio doppio, la propria immagine terrena.

Il bronzo, rugoso e quasi organico, diventa una pelle che trattiene memoria e sofferenza.
In questa prospettiva, Transex non rappresenta più soltanto un individuo, ma un archetipo dell’artista come essere in perenne metamorfosi, sospeso tra la creazione e la perdita di sé.

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